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Antichità moderna
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La prima notizia di un centro abitato di nome Aczarulo, (probabilmente derivato da "lazzarolo", arbusto delle rosacee, simile al biancospino), è del 1165. Il posto ha avuto una frequentazione antica, infatti è del 1187 la notizia di una chiesa (Sancta Maria dell’Acciarolo); essa, con i terreni attigui e la torre che vi costruirono i Normanni nel sec. XII° apparteneva ai Sanseverino. Dal sec. XVII° passò ai Capano di Pollica. L’importanza del posto deriva dal fatto Acciaroli era sede di Dogana e tale restò fino al sec. XIX°.
Chiesa dell’Annunziata: la costruzione originaria è molto antica, ma la cronistoria della chiesa può essere tracciata a partire dal sec. XVI°, quando Fabrizio Poderico, signore del feudo di Cannicchio, donò ai Francescani un terreno attiguo alla cappella per la costruzione di un convento che venne soppresso nel 1652.
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L’attuale chiesa è il risultato di innumerevoli rifacimenti, di cui l’ultimo risale al 1971. Di particolare interesse la particolare composizione di maioliche sul timpano che raffigura l’Annunciazione, la torre campanaria sul portone d’ingresso che insieme alla torre Normanna stigmatizza da tempo il panorama di Acciaroli.
Torre Normanna: la torre era già importante nel 1233, anno in cui l’imperatore Federico II° la fece inserire fra le torri di guardia del litorale.
Successivamente anche gli Spagnoli la utilizzarono, unitamente a quella del "Caleo" nel loro sistema difensivo della costa.
Negli anni ’60 è stata acquistata e successivamente ristrutturata dalla famiglia Schiavo.
Torre del Caleo: la robusta costruzione sorge appena fuori dal centro abitato in direzione Pioppi. Fu costruita intorno al 1520, per volere del signore di Cannicchio.
Storicamente seguì le vicende della torre Normanna di Acciaroli.
Personaggi celebri:
Dumas: il 15 settembre 1860, nel porto di Acciaroli, approdò la goletta "Emma" del famoso romanziere per portare armi ai Mille (circa 400 fucili presi in consegna da Leonino Vinciprova, uomo di fiducia di Garibaldi)
Hemingway: soggiornò varie volte ad Acciaroli intorno agli anni ’50. Un pescatore, suo amico di dialoghi quotidiani, soprannominato "u viecchio" lo ispirò nella stesura de "Il vecchio e il mare".
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